Il consacrato accompagni i giovani

1° puntata: Essere segni per una fede viva

Gli apostoli chiedono a Gesù: “Accresci in noi la fede” Lc 17, 5-10.
Chiedono il dono necessario per la predicazione della verità, per la coerenza della loro vita al Vangelo, per compiere miracoli e scacciare demoni.
San Gregorio Magno papa dice: “Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare. Un discorso imprudente trascina nell’errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla”.
Il Sacerdote deve trasmettere la verità senza paura, è un maestro ed educatore per vocazione. Ponendo al centro la Verità cresce anche la fede.
A volte siamo noi che la sminuiamo con discorsi imprudenti come per la devozione dei santi, delle reliquie, come i racconti dei miracoli dei Vangeli che facciamo passare per realtà umane, per non parlare dell’Eucaristia che a volte se non a parole, ma con i fatti facciamo capire che non ci crediamo.
Certo per primi in noi deve tornare come una cartina tornasole la verità con la vita. Dobbiamo tenerci alla nostra identità e ai segni che la distinguono. Il colletto, la croce al petto, non nascondiamoci perché anche questo segno esterno alimenta la fede.
La veste, il clergyman, l’abito religioso è il segno visibile di un appartenenza a Cristo, che lascia il segno nel cuore dei fedeli.

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2° puntata: Rintracciare segnali di vocazione

I giovani sono i primi che hanno bisogno della nostra testimonianza, della convinzione della verità a cui crediamo, della coerenza tra fede e vita. Anche se proponiamo mete alte, i giovani ci seguiranno se vedranno in noi dei modelli di fede, di gioia, di carità. I giovani hanno grandi aspirazioni e devono solo essere guidati per capirle e viverle. Ecco la necessità di maestri di fede e di vita.
I pastori devono essere esperti di vita cristiana perché per primi la vivono e la testimoniano con gioia. Un Vescovo, ho sentito con piacere, ha detto che le vocazioni ci sono come prima, solo vanno cercate sostenute e incoraggiate. I Sacerdoti non devono farsi perdere nemmeno il più piccolo barlume di un segno di vocazione. Senza aver paura di far proposte.
Non facciamo pesare il nostro compito, a volte ci lamentiamo delle cose da fare, ci facciamo vedere sbuffare, che il nostro servizio ci pesa, invece di testimoniare la bellezza della nostra chiamata.
Certo questo frena i giovani che non andranno a scegliere una vita triste o pesante, ma cercano la pienezza.
Il nostro atteggiamento a volte diventa anti – testimonianza quando mostriamo di cercare di evadere, di fare vacanze prolungate, di andare al mare, di cercare il divertimento come loro magari nel bere o nel fumare; altre volte ci facciamo vedere attaccati ai beni materiali, al denaro, all’ultimo modello di smartphone; tutto questo vuol dire che non sei felice e cerchi questa felicità come loro, percorrendo le stesse vie. Come fanno a vederti padre e maestro? Hai i loro stessi vizi, dipendenze e problemi … come li puoi risolvere a loro?

02. Il consacrato accompagni i giovani
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3° puntata: Ragazzi, Dio è gioia!

I giovani hanno bisogno che si affianchi a loro senza paura e preconcetti il Sacerdote, con la sua identità specifica contento di esserlo, che va in mezzo a loro per condividere la sua gioia per il Vangelo, il suo entusiasmo di fede. I giovani hanno bisogno di essere compresi nella loro sofferenza, incoraggiati a guardarsi dentro e far uscire il meglio, ricevendo fiducia.
Devono uscire da ciò che già sanno e vivono ed essere portati a contemplare una via alternativa bella che corrisponda al loro sentire profondo. Il Sacerdote che si adatta al loro stile di vita mondano non è accettato, perché hanno bisogno di una guida che li porti dove loro ancora non sono riusciti ad approdare. Stanno cercando altro …
Cari confratelli non abbiate il timore di chiedere troppo ai ragazzi, osate il di più, vedrete che non vi deluderanno, perché cercano Cristo e noi dobbiamo condurli a Lui.
Giovani cercate la vostra Vocazione, solo così troverete la felicità, perciò siate aperti alla luce di Dio, a qualunque cosa vi chieda. Gesù non vi chiederà mai di essere tristi, perché per primo vi ha creati per condividere la sua gioia, e solo a questa vi condurrà, se vi lascerete guidare e amare.
Maria Santissima ci sostenga nella nostra missione da una parte di maestri sicuri e dall’altra di ricercatori di Cristo appassionati, Tu Mamma concedici la Grazia di incontrarlo vivo e di seguirlo con tutto il cuore.

03. Il consacrato accompagni i giovani
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a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

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