L’amore vero è responsabile

1° puntata: L’amore rende casa Chiesa

Prendo dal Vangelo di questa Domenica Lc 12, 49 ss due immagini significative: il fuoco e il battesimo.
Il fuoco mi ricorda l’elemento che scaldava le nostre case, il focolare domestico dove la famiglia si ritrovava insieme. Oggi manca il calore dell’amore di Dio. Si cercano le cose del mondo che lasciano gelidi, si giova con la fedeltà, mentre simo fatti per il matrimonio uno per l’altro. Infatti coniuge significa unire insieme, certo bisogna prendersi le responsabilità. Satana cerca di immettere il divertimento, che fa però soffrire la famiglia e i figli che dovrebbero essere colmati dall’amore dei genitori.
Battesimo, ci ricorda il nostro battesimo, il nostro essere figli nel Figlio Gesù, inviati a compiere la stessa missione di Cristo.
La famiglia deve essere il luogo dove si vive quanto si è professato nel Battesimo, casa che diviene Chiesa domestica, cioè luogo della presenza di Dio. Gesù ci è di modello, ci ha insegnato che l’amore è annientamento, è servire con umiltà, lo contempliamo nell’ultima cena, quando si china a lavare i piedi dei suoi discepoli, nel Vangelo di Giovanni al capitolo 12.
Nella famiglia si cresce quando questi valori dell’umiltà, del servizio, dell’amore prevalgono sui nostri egoismi personali e diventiamo capaci di accogliere l’altro, come presenza di Gesù, capaci di amare, di dialogare, anche se a volte si litiga. E’ l’occasione per aprirsi al perdono. Marito e moglie devono essere dono l’un per l’altro, dono che rappresenta Gesù stesso.
A volte ho sentito dire che in casa si esige il grazie per quanto si è fatto, si sente spesso la frase “non mi ringrazia mai, tutto è dovuto”. Chi ama dona con gioia, l’esigere è segno di povertà.
Il dono di noi stessi è necessario per edificare l’altro, ma anche per la nostra crescita come uomini e donne. Ecco perché è bello e ci aiuta pensare che il primo figlio della moglie è il marito e la prima figlia del marito è la moglie, perché è uno scambio di vita. Io la dono a te e tu la doni a me.
Il matrimonio si fonda sull’amore e non si può fondare sul sentimento, inteso come pernio assoluto: sento attrazione allora vuol dire che ti amo, non sento più niente vuol dire che non ti amo più. Questo non è vero amore. Amare significa donarsi nonostante non si senta niente, come Gesù nell’orto degli ulivi, passi da me questo calice ma sia fatta la tua volontà Padre, ecco l’amore che salva. Essere fonte di vita per l’altro significa salvare con il proprio battesimo di sangue, con il proprio calvario. Solo la croce salva, solo l’amore resta e trionfa.
Tante volte la donna al posto di essere fonte di vita, è fonte di morte spirituale, che è peggio della morte fisica, perché è incapacità di amare e di donarsi, allora si ha paura di concepire la vita perché si guarda alla perdita della bellezza esteriore e non invece alla bellezza della maternità, chiamata universale per ogni donna, iscritta nel suo DNA.

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2° puntata: La responsabilità è rispetto

L’uomo e la donna nel matrimonio sono chiamati ad essere fonte di vita come Dio che crea l’universo. Purtroppo la donna oggi più delle faccende di casa pensa a svagarsi e ad altre cose, e gli uomini a volte diventano più bravi di loro. Dopo parlo anche dell’uomo.
Giovanni Paolo I ha detto che Dio è Padre e Madre. Capisco e avete ragione a pretendere pari diritti, ma non chiediamo pari doveri se no che senso ha aver creato uomo e donna?
Oggi manca il prendersi le responsabilità, una volta i matrimoni tenevano di più perché le difficoltà c’erano, ma ci si veniva incontro, con quel rinnovare il proprio sì come ha detto Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium: “Ogni giorno rinnovare l’incontro con Cristo”.
La responsabilità è rispetto dell’altro, della vita, del creato, ecco perché la Chiesa invita ad una paternità responsabile affinché si abbia pieno rispetto della vita anche nella procreazione. La vita è una scelta responsabile che ci chiede di dare la vita quando possiamo garantire il suo futuro. La paternità responsabile è anche un modo per evitare il grande peccato dell’aborto, che schiaccia la vita nel suo nascere. Non si può uccidere solo per i propri egoismi, ho sentito anche casi in cui la donna anche solo nel vedere allattare un’altra donna il proprio bambino provava fastidio e ne parlava male. L’egoismo è morte.
La responsabilità sta anche nel lavoro, tanto che i nostri antenati hanno ricordo anche alla migrazione pur di portare a casa lo stipendio. Oggi a volte i padri pensano ai fatti loro, ai loro egoismi e tornaconti, non si preoccupano della casa o dei figli. Quanto è bello invece vedere padri che seguono i figli quando imparano ad andare in bicicletta e altro ancora.
Rispetto per la vita è anche rispetto per la personalità e per l’identità di ciascuno. Oggi si parla di teoria Gender, che non rispetta l’identità, ma la vuole togliere pensando che ognuno la può scegliere, mentre il Signore ci ha fatti con un identità che dobbiamo rispettare, nessuno ce la può toccare. Prima di essere cristiani siamo uomini e donne. Non è il sentire che mi fa maschio o femmina, ma la personalità di ciascuno è fatta a immagine e somiglianza di Dio, e pensiamo al Figlio Unigenito che si è fatto uomo.
Il matrimonio non è avere i soldi per far la festa, il ristorante, ecc… ma il vero amore è il fondamento. Dio è il fondamento e ascoltando le sue parole siamo sicuri che dove due o tre sono riuniti nel suo nome io sarò in mezzo a loro. Nella famiglia marito e moglie e se ci sono figli si cresce insieme con Cristo. Ecco la famiglia come Chiesa domestica dove Dio è presente tanto quanto nel Tabernacolo.

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3° puntata: Il responsabile si fa testimone

Accogliere Cristo comprende anche l’essere uomini e donne responsabili, farsi carico delle proprie scelte, come ad esempio l’essere padre o madre. Non lo si è solo per il concepire la vita, ma anche per seguirla nel suo crescere. Ma la paternità e la maternità non solo legata alla prole, ma è quell’amore che viene riversato sul coniuge e sull’umanità intera, altrimenti che senso avrebbe un matrimonio senza figli?
Geremia il profeta che è chiamato ad annunciare la parola di Dio, anche con forza rimprovera il re e il popolo. In questo si prende la sua responsabilità come profeta e uomo di Dio, che fa da mediatore tra il popolo e Dio, e lo fa anche se le sue parole vengono rifiutate confermando la volontà di Dio nonostante stessero pensando il peggio per lui. Infatti lo chiudono in una cisterna senza acqua e senza cibo affinché morisse.
Anche nelle nostre famiglie ci sono spesso discussioni nelle quali non si accetta l’altro, c’è un rifiuto, portando a veri e propri comizi.
L’esempio dei genitori è fondamentale per i figli, grande importanza ha perciò la loro testimonianza di maturità umana e cristiana. Una volta mi raccontavano i miei si faceva tutto al focolare domestico: si pregava, si lavorava, si chiacchierava, si faceva tutto. Oggi invece non si insegna più a pregare, i nostri giovani che arrivano alla Cresima non sanno nemmeno il Padre nostro e l’Ave Maria. Un racconto triste ho sentito qualche giorno fa dopo la Santa Messa, una persona è venuta in Sagrestia e mi ha detto lo sa che una signora al Padre nostro con una mano alzata pregava e con l’altra giocava al cellulare? Che vergogna, non si gioca con le cose sante. La nostra vita è sacra e non ci si può giocare.
Essere di Cristo, è prendersi le proprie responsabilità, che non è solo andare alla Messa la Domenica, ma è entrare per la porta stretta che porta alla pace, alla vita anche se passa dalla Croce, dal Calvario, che per noi cristiani è diventato l’albero glorioso della vita. E’ vero che nella prova Dio non si fa sentire, proprio per rafforzare la nostra fede. Così nelle difficoltà della vita familiare non è il sentire qualcosa che salva, ma la certezza che Dio c’è, il perseverare nelle scelte fatte e il grazie anche se non viene dall’uomo, ci verrà da Dio.
La vita matrimoniale si deve fondare sul Grazie eterno di Dio, non sul grazie umano. Maria è Madre, la Chiesa è Madre sull’esempio di Maria, la quale è rifugio e sicurezza che Dio non ci lascia soli. Affidiamoci a Lei, affidiamo la Chiesa e le famiglie in difficoltà.

03. L'amore vero è responsabile
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a cura di : Padre Stefano Maria Coveri

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