Il Consacrato porta a Cristo

1° puntata: Aprirci all’incontro con Dio

Filippo chiede a Gesù: “Mostraci il Padre e ci basta”. Anche Mosè chiede a Dio di mostrare il suo volto, perché quello che sentiva nelle parole gli riempiva il cuore e voleva vedere Colui che gli parlava. Allo stesso modo Filippo.
“Chi ha visto me, ha visto il Padre”, si sente rispondere Filippo, il quale rimane soddisfatto guardando il manifestarsi e il donarsi di Dio in Gesù, infinito nel dono di Sé. L’uomo quando incontra Dio, lo possiede e non manca di nulla. Oggi viviamo una crisi di fede e di valori che è grande.
Critichiamo con facilità e buttiamo addosso i nostri difetti a chi pare vivere meglio di noi, il quale ci dà noia. Questo accade quando ancora non abbiamo incontrato Dio. D’altra parte Dio conoscendo la fame dell’uomo, cerca di farsi incontrare.
Ai discepoli dice “Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza voi, disprezza me”. La nostra vocazione è il vertice cui può tendere la natura umana.
La vocazione non è esercitare un compito, è un essere che porta a compiere vitalmente ciò che siamo. Prima di fare bisogna essere.
L’umanità oggi cerca Dio.
Coloro che si mettono al posto di Dio, propongono gioia, soddisfazione, perché i figli di Dio non possono scegliere una vita vuota. Satana convince, chi non conosce Dio, offrendo il piacere che dura poco e schiavizza.
Satana tenta perfino Gesù nel deserto, dichiarandolo il Figlio di Dio che può tutto. Vuole che faccia uso del suo essere a proprio vantaggio, in modo da rendere vana la sua testimonianza del Padre, rivelandosi non come Amore, dono, disponibilità, ma come Onnipotenza che incute timore e non conversione. Gesù non cede alla tentazione.
Gesù ama perché è più grande della malizia di satana, ed ecco che si rivela dono totale di Sé stesso.
L’amore che Dio ci fa sentire, Cuore che palpita accanto al nostro, vince ogni realtà umana, ogni peccato, ogni tradimento. Accogliamolo Dono!

01. Il consacrato porta a Cristo
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2° puntata: Imitare il Maestro per rivelarlo

Gesù viene accusato fino a dire che opera con la forza del maligno. Chi è vuoto di Dio, arriva ad accusare Dio stesso. Sognate il Sacerdozio, ma santo!
Gesù vero Dio e vero uomo, è Sommo ed Eterno Sacerdote, è dono che viene da Lui il nostro Sacerdozio. La nostra estasi è contemplare la parola di Gesù, quando ci dice “Come il Padre ha amato me, così Io ho amato voi”.
Ma noi abbiamo una natura ferita dal peccato originale … sì, allora il mio sì è una scelta totale d’amore che permette a Dio di dirmi il suo Sì d’Amore.
Dio si consegna perché io possa conoscerlo e accetti di essere salvato.
Gesù ad un certo punto fa capire con il suo comportamento: “Chi mi può accusare di peccato?” Se noi anime consacrate viviamo di pienezza, dovremmo poter fare lo stesso.
Gesù viene accusato dal maligno per offuscare la luce del mistero rivelato su Dio e sull’uomo. Gesù col suo comportamento ha sterilizzato le accuse.
Il consacrato è epifania rivelata di Dio col suo vivere e parlare.
Quali sono allora le nostre scelte? Vogliamo gridare la verità al mondo che si perde nel peccato e nel vizio? Come evangelizziamo?
Tante volte sento dire che “se manca la fede, la colpa è di voi Sacerdoti e anime consacrate”. A volte penso che sia vero, perché non testimoniamo la pienezza che Dio è per noi.
Tante volte non siamo ciò che predichiamo o dovremmo predicare.
Quante volte ci poniamo davanti alla Parola di Dio, con la nostra scienza e togliamo il suo essere Parola divina. Spieghiamo tutto togliendo anche ciò che fa gemere l’anima per i rimorsi e ci porta alla conversione.
Ci presentiamo professori, ma non riveliamo la bellezza di Dio e dell’uomo, allontanando l’uomo dalla Fonte di Dio e innestandolo così nelle sorgenti di peccato.
La verità non si può spegnere e prima o poi tornerà alla luce e risplenderà del suo fulgore. Non temiamo di rivolgersi alla Vergine Santissima che più di ogni altro ha incarnato la bellezza della Trinità, ha vissuto la fede profondissimamente, ha vissuto la carità.

02. Il consacrato porta a Cristo
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3° puntata: La tentazione di adagiarsi

Come vorrei contemplare tutto l’Amore di Dio avendomi chiamato a vivere povero, casto e obbediente e avendomi dato il dono del suo Sacerdozio. Mi fa partecipare in questo modo al suo donarsi cibo per la salvezza dell’uomo.
C’è amore più grande?
Dio si offre per saziare il cuore di figli fatti a sua immagine. Ci ha dato la vita perché fosse perfetta come la sua. Sacerdoti: il nostro modo di celebrare e di conservare l’Eucaristia, la fame del Tabernacolo, rivela chi è il Tutto del cuore dell’uomo. Gesù ci ha detto: “Chi ascolta voi, ascolta me”.
Così per chi lo cerca in noi, lo cerca vivo e vero. Allora ci domandiamo è vero che abbiamo i calli alle ginocchia? Ovvero che preghiamo?
Se ci manca la preghiera non siamo capaci di trasmettere con le parole quanto lo amiamo, quanto lo incarniamo. Se vivi ciò che dici, vedendoti felice, il popolo di Dio non può far finta di nulla, perché anch’io ho bisogno di vivere da figlio di Dio. Sacerdoti: perché ci attacchiamo a tutto, ma non a Lui?
La fame di Dio è grande, perché i limiti della carne che portano ai vizi lascia insoddisfatto il cuore dell’uomo. Allora c’è bisogno estremo che mostriamo che Dio è la nostra soddisfazione piena, portando i segni della nostra identità, anche se fa caldo, se amiamo non ci costa nulla. D’altronde cosa fanno i poliziotti in servizio? E non sentono il caldo? Sì eppure non mancano … anche noi dobbiamo fare altrettanto non per solo per obbedienza, ma per amore.
Difficile seguire il Signore? No se lo si conosce e si impara ad amarlo.
L’amore è invincibile, se prendiamo paura delle ombre dichiariamo di amare poco. Allora critichiamo, accusiamo in nome della cultura teologica o non so in nome di chi altro … ma Dio ci chiede di non condannare, bensì di amare.
Sarete giudicati nella misura in cui giudicate.
Domandiamo alla Madonna Santissima che ci parli di Gesù, Lei che lo conosce e a Cana di Galilea ci ha mostrato che chi ama esige il bene per i fratelli, nel suo caso gli sposi novelli. Amiamola come Madre, Maestra e Modello di vita.

03. Il consacrato porta a Cristo
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a cura di : Padre Giglio Maria Gilioli

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