Qualche consiglio per una vera unione coniugale

1° Puntata: Come meglio unire due vite?
La Solennità della Trinità Santissima ci offre l’occasione di riflettere sull’unità della famiglia. Come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si donano l’uno all’altro totalmente e sono un unico Dio e proprio per il loro dono sono tutti uguali, così anche gli sposi nel donarsi sono uno per l’altro.
Come meglio unire le due vite? Oggi prevale la convivenza, però cosa offre? I due non sono uniti con qualche vincolo, non lo fanno perché non sono sicuri dell’altro e quindi non si fidano, è una prova che però porta a usare l’altro. Ci si sfrutta a vicenda senza portare frutto. Appena c’è qualche problema senza impegno si lasciano.
L’unione non è data dal vivere sotto lo stesso tetto, non è nemmeno solo il sesso, come vedremo nella seconda puntata, occorre un dono vero e totale come nella Trinità Santissima e che sia duraturo, per sempre.
Altra via scelta oggi è quella civile, il matrimonio in Comune, che certo contempla qualcosa in più rispetto alla convivenza perché c’è un patto davanti allo Stato, un impegno preso, però sappiamo che il Sindaco non si prende cura dei due sposi, non fa da garante e appena richiedono la separazione o il divorzio lo accetta senza far resistenza. E’ un unione limitata alla gestione materiale dei beni.
L’unione perfetta che esaudisce tutte le esigenze dei due è il matrimonio in Chiesa, nel quale Dio stesso si fa garante dell’unione e dona le grazie necessarie per il futuro insieme, la fedeltà e la fecondità nel dare la vita. Gli sposi fanno promessa di unità davanti a Dio e Lui li accoglie nella sua unità. Ecco il Sacramento, fa una grossa differenza. Qui si fonda la famiglia come unione di due in un corpo solo, qui c’è il ceppo forte dal quale può nascere la vita. Qui si fa maturare tutte le virtù umane di amore, di dono, di fedeltà, di reciprocità, di fecondità, di accoglienza della vita, di cura della persona, ecc… il matrimonio è una vocazione enorme.

01. Qualche consiglio per una vera unione coniugale
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2° Puntata: Il dono totale all’altro nella sessualità
Il sesso non è un tabù. E’ l’apice dell’amore degli sposi che ha come scopo la consolidazione dell’unione tra i due e la procreazione. Certo come tutte le cose il sesso non è un gioco e per essere un dono autentico deve rispettare certe regole. Il dono di sé all’altro deve essere innanzitutto naturale, cioè senza strumenti artificiali né per un maggior godimento, né anticoncezionali, né quant’altro. E’ l’unione dei due corpi come il Signore li ha creati ed è un’unione che fa dei due un corpo solo.
L’atto coniugale deve essere poi completo per manifestare a pieno l’amore e non diventare un semplice atto egoistico. Completo nel senso che giunge alla possibilità della fecondazione.
Ed ecco la terza garanzia di un vero atto d’amore, l’apertura alla vita, che dà certezza che si compie un atto che dona la vita, che dà la possibilità di una vita nuova e non è un atto egoistico tra i due.
Ma come si fa? Non si può ogni volta procreare.
Esistono i metodi naturali, sui quali bisogna superare i preconcetti che ci impediscono di accoglierli come un dono del Signore. Con il metodo Billings si è molto sicuri di vivere una paternità e una maternità responsabile, cioè permette di sapere i tempi di fecondità della donna e regolare le nascite in modo del tutto naturale. Certo occorre virtù ecco perché la Chiesa è certa che sia una via offerta dal Signore perché nei tempi di fecondità la coppia che non vuole responsabilmente un figlio si deve astenere dal rapporto. Insieme al dono d’amore si cresce nell’autodominio e quindi in santità. Questo esprime la finalità anche del matrimonio stesso raggiungere insieme la santità.

02. Qualche consiglio per una vera unione coniugale
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3° Puntata: Un’unione insidiata…
Lo splendore della vita coniugale è così grande che a volte non si riesce a viverla fino in fondo, in modo da colmare le esigenze dell’altro e nello stesso tempo le proprie esigenze. Quando uno dei coniugi si sente trascurato, non nella pienezza affettiva e possessiva, dopo diverso tempo diventa un peso che, anche senza cattiveria, porta a ricercare questa pienezza altrove e nasce il desiderio dell’adulterio o se si incontra una persona che sembra colmarci, ascoltarci, comprenderci e riempirci subito si pensa che sia meglio del coniuge e ci si dona. L’adulterio è peccato grave sempre e porta ad una ferita grave sia nell’uno sia nell’altro.
La vita sessuale della coppia è importante perché è la dimostrazione di amore più grande tra i due con il dono totale di sé come abbiamo detto nella puntata precedente, e quando non si vive in modo da colmare entrambi nascono tanti problemi. E le motivazioni possono essere tante: non sento più niente, ho paura della sofferenza, non voglio più figli, ect…
La colpa però anche se ci fosse l’adulterio non può essere data alla parte colpevole, ma va ricercata in entrambi. Non deve far pensare subito alla separazione, ma può essere un occasione per confrontarsi e maturare un’unione ancora più forte e stabile.
La famiglia nel suo nucleo non sono i figli avuti dalla coppia, ma la coppia stessa e la relazione tra loro deve essere sempre al centro e coltivata come la radice di tutto.
Quando nasce il primo figlio nasce tante volte la gelosia del marito nei confronti del nuovo arrivo perché sembra diventare il centro del cuore della moglie e si sente quasi soppiantato. Non è così, il figlio è tuo e la moglie ti ama amando il figlio, ma non ti trascura. Dall’altra parte la moglie deve saper far cogliere al marito che lei c’è per entrambi e che la complementarietà non la riceve dal figlio bensì dal marito.
a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

03. Qualche consiglio per una vera unione coniugale
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