Il primato dell’amore

1° Puntata: Spostare il baricentro dall’IO al TU
Il comandamento nuovo di Gesù: Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati. Per amare come Lui ci ha insegnato con il suo esempio occorre essere liberi dentro e fare uno spostamento d’attenzione dall’ IO al TU. Infatti se facciamo una prova chiedendo un favore qualsiasi al prossimo ci sentiamo rispondere: perché proprio io? oppure e io cosa ci guadagno?
Questo ci dice quanto l’interesse sia incentrato sull’IO, dimostrando che non ci conosciamo per quello che siamo e per quanto valiamo, ma ci meravigliamo se interpellati perché ci scomoda, ci fa fatica mettersi a disposizione dell’altro e d’altro canto pensiamo a che cosa ci viene in tasca, sintomo di mendicità, come se gratuitamente non fossimo disposti a fare nulla e di conseguenza penso di non aver nulla da donare di significativo. Voglio, cerco e desidero qualcosa per me non per gli altri.
Egoismo puro che purtroppo è molto diffuso nella società di oggi volutamente. Nei rapporti tra coniugi si nota dunque che se manca un voltarsi alle necessità dell’altro tutto è un peso, perché rimango ancorato al mio IO e non so cedere nulla per l’altro, praticamente continuo a vivere da single anche se sposato. Allora ad ogni cosa anche minima si butta la colpa sull’altra parte, ma lei è così … ma lui è … oppure io cosa posso farci … la colpa è sempre dell’altro mai nostra. E’ l’egoismo che prevale e si prende i meriti, ma aborrisce le colpe e le responsabilità. Ci si può fidare di un egoista? Assolutamente no.
Almeno a me capita durante la giornata di dovermi fermare a pensare cosa devo fare e riorganizzare le idee. Credo che noi tutti abbiamo bisogno di update, cioè di aggiornamenti non solo sul da fare, ma sul nostro essere e sulla strada intrapresa. Se uno sposo non ha coscienza di essere marito, diventa un problema e vive alla leggera la vita. Se invece ci fermiamo e diciamo: Ok ricapitoliamo, sono un uomo, sono sposato, ho dei figli, … capiamo anche che avendo fatto delle scelte ci siamo presi delle responsabilità che ci chiamano a donare la vita per le persone che abbiamo accanto.
Che cos’è l’amore? Un dono gratuito della nostra persona con tutto ciò che è, carattere, temperamento, talenti, verso il coniuge, la famiglia, i figli, coloro che il Signore mi ha messo accanto per fare dono di Sé attraverso di me.

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2° Puntata: Liberarsi dalla schiavitù imperante
Ciò che può impedire l’amarci gli uni gli altri, nasce anche dalla cultura oggi diffusa più che mai e mi riferisco al modello economico-sociale su cui si basa l’Europa e non solo, cioè il consumismo. Mentre le generazioni passate hanno dovuto adattarsi a questo sistema ed erano più critici a riguardo, le nuove generazioni ci sono nate e lo hanno ritrovato come un dato di fatto e purtroppo non si accorgono nemmeno se non dopo qualche colpo basso, dell’inganno, sembra il modo di vivere moderno.
Perché il consumismo ci blocca nell’amare? Quando ci circonda è lampante: egoismo, che è il contrario dell’amore. Tutto oggi si fa per noi stessi non per gli altri, le spese, il guadagno, lo sport, … tutto in concorrenza con gli altri, con la moda, in modo da avere un nostro trend da mantenere, un livello di vita e di rispettabilità.
Ciò porta però ad una indifferenza grave, anzi un voler essere meglio degli altri, sopraffarli, senza mai concedere un aiuto perché altrimenti ci umiliamo. Tutto e sempre al centro c’è l’IO quanto posso permettermi, quanto guadagno, quanto spendo, quanto sono simpatico, quanto sono alla moda, etc… e l’altro è solo un confronto a volte scomodo. Quindi siamo schiavi di ciò che viene proposto, come l’ultimo modello di smartfone, il vestito, quindi del mercato e dall’altra parte schiavi del giudizio degli altri, come mi vedono. Dobbiamo liberarci da questo sistema che ci incatena, ritrovare la libertà per poter essere noi stessi e poter amare come del resto esigiamo e desideriamo nel profondo del cuore.

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3° Puntata: Un paragone azzardato?
Gesù ci ha detto: Amatevi … come io ho amato voi! Come io, Gesù ci invita ad amare come ha fatto Lui, ma Gesù è il Figlio di Dio… noi come facciamo povere creature?
Gesù ha voluto prendere la nostra natura umana, e non ha voluto farne a meno o ignorarla, ha “rispettato” i limiti del corpo. Ciò significa che ha amato divinamente dentro la nostra povertà.
Per esempio ce lo dimostra durante le tentazioni: Satana dice se sei Figlio di Dio trasforma le pietre in pane, Gesù lo poteva fare come nulla essendo Dio, invece rispetta la natura umana e si affida al Padre celeste, non di solo pane vive l’uomo.
Se Gesù riesce ad amare dentro i confini della nostra umanità, anche noi sul suo esempio possiamo amare divinamente.
Ne abbiamo la possibilità non perché siamo Dio, ma perché Gesù sale al cielo per poterci inviare lo Spirito Santo, che è Amore e ci comunica la capacità di amare di Dio, o meglio ama in noi da Dio, ovvero ci trasmette e opera in noi l’Amore che è.
Non ci abbattiamo il Signore non ci chiede più di quanto possiamo, ci ha invece dato tutte le possibilità per realizzare questo Amore.
Gesù ci si offre in cibo per essere nostro nutrimento e nostra forza, che ci sostiene in ogni momento e in più ci ha inviato lo Spirito Santo che ci illumina della stessa Sapienza di Dio.
Il comandamento nuovo di Gesù non è azzardato, è compiuto!
a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

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