La Trasfigurazione per i coniugi…

1° Parte: Il discernimento
Lc 9, 28-29 “Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto” Gesù per rivelare se stesso si mette in preghiera davanti al Padre e proprio mentre prega cambia d’aspetto. I fidanzati per rivelarsi l’uno all’altro devono porsi sinceramente davanti a Dio. Prima pregare per comprendersi nella verità, conoscere se stessi, per capire le proprie esigenze e necessità, per essere certi della chiamata matrimoniale. Poi immettere in preghiera il fidanzato/a per chiedere al Signore se è la persona che riempie la mia vita, pregare per avere luce e comprendere l’altro per ciò che è, oggettivamente, e valutare se io posso colmare le sue esigenze. Solo allora l’altro può cambiare d’aspetto, nel senso che se lo vedo la persona fatta per me e io per lei, la vedo nella sua vera identità per me, cioè coniuge. E’ questo il discernimento fondamentale per il vincolo matrimoniale, è l’esperienza forte nella quale in modo inconfutabile arrivo alla certezza della chiamata attraverso il dono che il Signore mi fa della persona postami accanto, proprio quella persona specifica con un nome e cognome. Questa esperienza non va mai dimenticata perché è fonte di forza nei momenti di difficoltà, ritornare all’origine della chiamata e averne fondamenti certi aiuta a superare tutto. Da qui l’esigenza dell’indissolubilità del matrimonio, la persona è dono di Dio, me lo rivela, mi completa: lei è per me e io sono per lei. Siamo una cosa!
a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

01. La trasfigurazione per i coniugi
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2° Parte: Le testimonianze
Lc 9, 30: “Ed ecco due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia”. Essere sinceri è fondamentale, ma come sapere se l’altro dice il vero?
Sono importanti i testimoni che sono i genitori in primis. Conoscere i genitori è una sicurezza perché chi meglio di loro conoscono il figlio? Questo sia nei difetti come nei pregi. Si conoscono le attitudini di casa, il pensiero, lo stampo dal quale è formata la persona. Ma vedere anche come lui si comporta di fronte ai genitori è ugualmente importante perché sono le persone che ama e possiamo capire come tratterà noi dopo il matrimonio. Due fonti di conoscenza: una diretta e una indiretta.
Anche gli amici sono testimoni: sapere chi frequenta ci può aiutare anche qui direttamente o indirettamente a conoscere la persona perché uno si fa accompagnare dai suoi simili. Se c’è poco di buono anche lui lo sarà.
Così possiamo sapere qualcosa dai colleghi di lavoro o datore di lavoro, anche dopo il matrimonio per sapere il suo stato di salute o il suo comportamento, non per condannarlo, ma per salvarlo in quanto a volte ci si nasconde anche in buona fede per non pesare sulla famiglia però prima o poi si crolla. Tutte le testimonianze possibili dobbiamo averle e cercarle perché si tratta di una scelta per la vita, quando si è fidanzati e restano importanti durante il matrimonio ascoltare sempre tutto e mettersi in dialogo per camminare insieme e sostenersi.
a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

02. La trasfigurazione per i coniugi
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3° Parte: Forza per camminare
Lc 9, 35 “E dalla nube uscì una voce che diceva: Questi è il Figlio mio, eletto, ascoltatelo!”
La vita nasconde sempre insidie, difficoltà, crisi; in questi momenti dobbiamo ricorrere ancor più alla preghiera, all’esperienza della vocazione, al bene dato e ricevuto, e chiedere a Dio la forza di essere fedeli. Porre Lui al centro, non il nostro io, il nostro aver ragione, i nostri diritti, … ma il vero bene.
Una volta che abbiamo capito chi è l’altro nella verità e alla luce di Dio, non può cambiare, anche nei momenti difficili è sempre lui e se sbanda dobbiamo essere il suo aiuto per ritrovarsi. Occorre tanta comprensione, tanto ascolto, tanta misericordia per perdonare, perché le insidie possono essere tante: dalla depressione per lo stresso o il lavoro, dalle amicizie false che portano al vizio che può essere del bere, della droga, del sesso o del gioco d’azzardo, vizi dai quali è difficile uscire e c’è bisogno dell’aiuto forte di qualcuno competente.
Il coniuge è chiamato ad accompagnare senza giudicare e sorreggere misericordiosamente, per questo occorre l’aiuto di Dio perché altrimenti soli non ce la possiamo fare. Non è il momento di farsi prendere dal sentimentalismo e lasciare tutto perché qualcosa non va. E’ il momento di ripartire, rifondare l’unione, essere prossimi l’uno all’altro.
a cura di Padre Matteo Maria Veronese

03. La trasfigurazione per i coniugi
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