Chi è l’apostolo, un fenomeno o un innamorato?

1° Puntata
Ezechiele 3, 16-21. Andate in tutto il mondo, annunciate il Vangelo, chi crede in voi sarà salvato. Tutto questo ci dice chi è il consacrato: è la Parola di Dio incarnata, perché Gesù ha mandato lo Spirito Santo. Se non abbiamo la luce di Dio non arriviamo a conoscerci e a conoscere Dio. Gli apostoli sono inviati per apportare questa conoscenza. Lo Spirito Santo è luce di verità, è amore operante che trasforma. Da qui chi ascolta gli apostoli ascolta Gesù. Diamo fiducia a Dio nella preghiera più che ai libri. La responsabilità del profeta Ezechiele è anche nostra, se non avvertirai il malvagio del suo sbaglio, ne renderò conto a te. Dobbiamo chiedere di essere trasformati in Lui, per portare la sua parola di Verità. Gesù uomo ci fa vedere qual è la vera grandezza, bellezza, forza di amore e indispensabilità dell’uomo nei confronti del creato e del prossimo. Non c’è vocazione più grande della nostra, perché è pienezza ed è la vita trinitaria. Chi ha i calli alle ginocchia? Chi di noi prega dicendo al Signore “Tu sei il mio tutto, dimmi chi sono? Sono un affamato di Te Signore e ti cerco notte e giorno sempre senza mai stancarmi, perché ciò che mi offri è sempre nuovo, infinito e fecondo”. Il profeta Ezechiele si sente dire “Hai una grande responsabilità!” e come fare? Essere innamorati, essere pastori che testimoniano la Parola di Dio con la vita che è Lui, chi siamo noi e che dignità ha l’uomo.

2° Puntata
Filippo dice a Gesù: “Maestro, mostraci il Padre”. Gesù è la perfezione divina come pensare a qualcuno di più grande? Gesù risponde “Chi vede me vede il Padre”. Filippo rimane soddisfatto. La fame di vedere Dio è nel cuore del popolo di Dio, perché l’esigenze dell’uomo sono infinite e finché non sono colmate, l’uomo rimane nel vuoto e nel buio. Chi ascolta voi, ascolta me. Dobbiamo far vedere Lui, essere epifania di Dio. Quante volte invece siamo occasione di far dire “Medico cura te stesso”, perché la nostra vita è incoerente. Abbiamo bisogno di colmare le nostre esigenze di essere amati e di possedere tutto Dio. L’apostolo è immerso in Dio, come Paolo che riesce a descrivere Dio Amore parlando della carità (1Cor 13). Dio essendo Amore è realtà creante, donante, che uguaglia la creatura a Se stesso. L’apostolo è colui che accetta Dio dono e si è lasciato trasformare in Dio; quando il popolo di Dio vede un apostolo santo che incarna la Parola, lo cerca e gli si affida.

3° Puntata
Dio Amore non ha bisogno di nulla, perciò quando chiama non cerca nell’uomo chissà che cosa, in qualità, mezzi o cose da fenomeni, ma cerca chi lo accoglie dono. Non sono le qualità, il carattere o temperamento che ci dicono se abbiamo la Vocazione, ma la docilità al Sì di Dio. La disponibilità del nostro Eccomi. I problemi non sono ostacoli per Dio, ma per noi. La nostra prima preoccupazione deve essere Lui, non la nostra capacità o debolezza. Occorre essere innamorati di Dio e della nostra Vocazione. Guardiamo l’esempio di Maria Santissima, l’Innamorata, che si consegna a Dio Amore-Dono senza fermarsi a calcolare i rischi del suo “sì”. Si dona nell’Eccomi. Chi si dona a Dio, riceve il dono di Dio nel suo cuore; e siccome a Dio tutto è possibile, anche a chi è in Lui, tutto è possibile. Quando Dio è in noi, non lo possiamo trattenere dentro, ma trabocca, lo trasudiamo e lo facciamo incontrare a chi ci doniamo, come Maria quando corre da Elisabetta e gli porta il suo Signore. Maria dice a noi consacrati come dobbiamo vivere, che scelte fare, come donarci per poter possedere e non rimanere sacchi vuoti. Dobbiamo essere innamorati!!! Viviamo l’adesso così non mancheremo di nulla, perché saremo in Lui. Basta credere e consegnarsi per poter essere e diventare salvezza.

a cura di : Padre Giglio Maria Gilioli

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