Gli sposi alla luce delle nozze di Cana

1° Parte

In questi primi versetti ci vengono presentati i personaggi presenti e significativi del racconto evangelico. C’è una festa di nozze, quindi degli sposi, è invitata Maria Madre di Gesù, Gesù e i suoi discepoli. Maria si rivolge a Gesù dicendo “Non hanno vino”. E’ un’affermazione che nasconde una richiesta e forse non solo. Gesù risponde cercando di porre distanza tra Lui e sua Madre, dicendo che non è giunta la sua ora. E’ una prova della fede, che permette a Maria di crescere dalla fede che Gesù lo possa fare, alla fede che esige il suo intervento e quindi che dovesse fare qualcosa. E’ anche il passaggio dal credere Gesù Figlio di Dio, a credere Gesù Servo d’Amore, Sposo che salva il suo popolo. Maria supera la prova e dice ai servi “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. E’ richiesta la fede anche ai servi. Una fede cieca che ci suggerisce anche una coerenza tra l’essere e l’agire che deve avere un buon discepolo.

2° Parte

E’ la parte centrale del racconto, dove Gesù interviene rivelando se stesso. Le sue parole (riempite le giare di acqua) sono assurde e fuori posto, richiedono davvero fede oltre la logica ai servi. E’ l’azione di Dio che sorpassa sempre le nostre certezze, i nostri limiti e ci predispone ad accettare qualsiasi cosa. Le giare erano predisposte per la purificazione rituale, Gesù si sostituisce alla purificazione esterna del corpo, concedendo la purificazione interiore del cuore. L’acqua tramutata in vino è simbolo di festa, di gioia piena ma ci riporta anche al Calvario, l’ora di Gesù, e quindi alla Redenzione. Gesù si sostituisce alla Legge di Mosè, e salva il suo popolo una volta per tutte. Il suo agire è dono di se stesso che oggettivamente risponde alle esigenze di tutti: Maria, gli sposi, i discepoli.

3° Parte

Ora vediamo i frutti dell’agire di Gesù. Il direttore del banchetto assaggiato il vino esclama: “Tu hai tenuto da parte il vino buono finora” riferendosi allo sposo. Di solito al fine del banchetto si è un po’ brilli e si può dare il vino più scadente o solo acqua, mentre lo sposo ha offerto il vino migliore alla fine. Questo ci può insegnare che il matrimonio può essere vissuto nella gioia e nel dono migliore di sé fino alla fine della vita senza stancare. E’ il fuoco dell’amore che dentro i cuori può restare acceso. Come? Il racconto ci aiuta: coltivare la fede attraverso la preghiera, vivere nella sequela di Gesù, vivere da discepoli convinti rafforzati nella fede. Attendere da Gesù la sorpresa del suo dono, chiedere e arrivare col tempo a esigere che faccia qualcosa, liberamente senza dare preferenze umane, senza dettare le nostre condizioni.

a cura di : Padre Matteo Maria Veronese

01. Gli sposi alla luce delle nozze di Cana
Prev 1 of 1 Next
Prev 1 of 1 Next

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *